Riorganizzazione aziendale e demansionamento

Riorganizzazione aziendale e demansionamento: quando è necessario attuare questo provvedimento?

Quando si parla di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale lo si fa per motivazioni legate a una crisi dovuta a fattori interni o esterni all’azienda stessa. Infatti, la maggior parte delle azioni attuate da chi fa impresa per riorganizzare l’intera macchina aziendale sono svolte con lo scopo di migliorare lo stato di salute generale dell’impresa.

Riorganizzare un’azienda vuol dire essere in grado di saper fronteggiare i cambiamenti e le crisi, padroneggiando il proprio business e affrontando le mutazioni in corso. Ma, vuol dire anche effettuare un vero e proprio lavoro di ristrutturazione a 360°: dalla strategia economica/finanziaria a quella per il risanamento gestionale, dal ricollocamento delle risorse quando necessario alle modifiche fiscali, dal formulare nuove strategie di vendite e marketing all’eliminazione di prodotti o servizi obsoleti etc.

Quindi, riorganizzare un’azienda vuol dire dare una nuova forma a una o più aree “in pericolo” e riformarle, così, in modo da affrontare cambiamenti e pericoli per salvaguardare gli obiettivi e la vita dell’azienda stessa.

La ristrutturazione della propria azienda è un’operazione molto complessa e, talvolta, insidiosa. Rivolgersi a un consulente in grado di effettuare un’analisi preliminare della situazione attuale dell’impresa e in grado di prevederne la rotta risulta fondamentale.

Infatti, il compito di un professionista è proprio quello di: analizzare tutte le aree, le funzioni, i settori e le problematiche contingenti dell’azienda, elaborare una strategia specifica in base ai dati emersi e strutturare un piano operativo/organizzativo.

All’interno di queste varie fasi è possibile che la strategia preveda anche un ricollocamento delle risorse umane per ottimizzare costi o ridefinire gli asset aziendali.

riorganizzazione aziendale e demansionamento: stai pensando di ricollocare le risorse all’interno della tua azienda?

In una situazione di crisi aziendale è possibile effettuare un ricollocamento delle risorse, anche ricorrendo al demansionamento del personale. Il demansionamento è l’atto di “dequalificazione di un lavoratore consistente nell’affidargli mansioni inferiori a quelle dovute per contratto o già esercitate in precedenza.”.

Di norma, questo atto è vietato dall’ordinamento giuridico perché costituisce una violazione del diritto del lavoratore a svolgere un’attività lavorativa coerente con la propria professionalità.

Tuttavia, con il DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81 si sono stabilite delle importanti modifiche in materia di demansionamento in caso di riorganizzazione aziendale.

Infatti, si legge che “In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale.” (Qui è possibile trovare il testo completo apparso in Gazzetta Ufficiale)

Sebbene l’atto del demansionamento non sia mai piacevole né per il datore di lavoro né per il lavoratore, a volte, potrebbe rendersi necessario. Di contro, in altre circostanze, è possibile – analizzando le diverse problematiche e le singole risorse – ottimizzare aspetti personali e aziendali sfruttando le esigenze specifiche del singolo lavoratore e riuscire, così, ad effettuare una modifica di mansione o un ricollocamento della risorsa in armonia tra le due parti.

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